Stellungnahme der SVRG zur anti-VEGF-Behandlung unter der COVID-19-Pandemie

Am 16. März 2020 hat der Schweizerische Bundesrat die COVID-19-Verordnung 2 erlassen. In Artikel 10a legt diese fest, dass auf nicht dringend angezeigte medizinische Behandlungen verzichtet werden muss.

Aus Sicht des Vorstandes der SVRG handelt es sich bei den meisten Behandlungen mit anti-VEGF, insbesondere bei altersabhängiger Makuladegeneration, um dringliche Behandlungen, da eine verzögerte oder nicht durchgeführte Behandlung zu bleibendem Sehverlust führen kann. Die Behandlung soll deshalb weiter geführt werden.

Um das Risiko einer COVID-19 Ansteckung bei diesen meist zur Riskogruppe zählenden Patienten zu minimieren, empfiehlt der Vorstand der SVRG folgende Massnahmen:

  • Keine diagnostischen Massnahmen (OCT, Fundusuntersuchung, Visusbestimmung etc.) bei bereits etablierten Therapien und subjektiv gutem Verlauf
     
  • Weiterführen der Injektionen unter Einfrieren auf dem letzten Behandlungsintervall bei Patienten im Treat and Extend Protokoll
     
  • Weiterführen der Injektionen bei Patienten im pro re nata im kürzesten Intervall der letzten 6 Monate
     
  • Bei neuem Verdacht auf CNV, durchführen der üblichen Diagnostik. Fluoreszenzangiographie nur, wenn die Diagnose im OCT unklar ist.
     
  • Um die Kontaktzeit in der medizinischen Einrichtung zu minimieren, sollen Termine nicht mehr vor Ort, sondern telefonisch vergeben werden.
     
  • Auf die Einhaltung der bundesrätlichen Empfehlungen zum "Social Distancing" ist strikt zu achten. Insbesondere sind die Wartezeiten zu minimieren und die Wartezimmer so zu gestalten, dass die empfohlenen Abstände nicht unterschritten werden können. Begleitpersonen müssen ausserhalb der medizinischen Einrichtung warten.
     
  • Einsatz telemedizinischer Möglichkeiten wie Telefonkonsultationen zur Zwischenanamnese. Es ist besonders wichtig, die Patienten in dieser Zeit der erzwungenen Selbstisolation nicht mit ihrer Krankheit und den damit verbundenen Ängsten alleine zu lassen.
     
  • Einsatz von Selbst-Monitoring wie Amsler-Gitter, Alleye-Test etc.

Der Vorstand der SVRG ist der Meinung, dass die oben vorgeschlagenen Massnahmen dazu beitragen, bei dieser vulnerablen Patientengruppe das sehr gute Nutzen-Risiko-Verhältnis bei der anti-VEGF-Therapie auch unter der COVID-19-Pandemie zu erhalten.

Der Vorstand der Swiss VitreoRetinal Group

 

 

Terapia antiVEGF in tempo di coronavirus 

Stato 19.03.2020

Il 16 marzo 2020 il Consiglio federale ha emesso l’Ordinanza 2 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID—19). L’articolo 10a stabilisce che le strutture sanitarie (ospedali e cliniche, studi medici e dentistici) devono rinunciare a interventi medici e terapie non urgenti.

Indicazioni per le e i pazienti

Il comitato SVRG è dell’avviso che la maggior parte dei trattamenti antiVEGF, in particolare a persone con degenerazione maculare legata all’età, siano necessari alfine di evitare un’ulteriore compromissione della vista. Siccome al momento il Ticino è in piena emergenza coronavirus (blocco degli interventi non urgenti, sale operatorie chiuse) il consiglio alle e ai pazienti è di contattare il proprio oftalmologo di fiducia per valutare insieme, tenendo conto delle condizioni generali (età, stato di salute) e oculari, quando programmare il prossimo intervento.

Indicazioni per le oftalmologhe e gli oftalmologi

Alfine di minimizzare il rischio di contagio con il coronavirus per questi pazienti, comunque quasi tutti appartenenti ai gruppi maggiormente a rischio, il comitato SVRG raccomanda le seguenti misure precauzionali:

  • rinunciare a esami diagnostici (OCT, esame del fondo dell’occhio, determinazione dell’acuità visiva ecc.) se gli interventi terapeutici erano già stati stabiliti in precedenza e l’effetto ritenuto soggettivamente buono;
  • proseguire con le iniezioni ai pazienti con protocollo “Treat and Extend”, nello stretto rispetto dell’ultimo intervallo stabilito;
  • proseguire con le iniezioni ai pazienti con protocollo “PRN“ considerando l’intervallo più corto dei 6 mesi precedenti;
  • se si sospettano nuove neovascolarizzazioni (CNV), sono indicate le misure diagnostiche abituali, ma una fluorangiografia retinica unicamente se la diagnosi OCT non desse risultati chiari;
  • alfine di ridurre al minimo la permanenza nella struttura sanitaria, gli appuntamenti sono da concordare solo per telefono e non sul posto;
  • le raccomandazioni del Consiglio federale sul "Social Distancing" sono da rispettare strettissimamente, in particolare sono da ridurre al minimo i tempi d’attesa e le sale d’aspetto sono da adibire in modo tale che le persone possano stare alle distanze raccomandate; le persone che accompagnano un/una paziente devono aspettare all’esterno della struttura sanitaria;
  • ricorrere alle possibilità della telemedicina (per es. consultazioni telefoniche per le anamnesi intermedie). In questo periodo di autoisolamento obbligatorio è particolarmente importante non lasciare soli i pazienti con la loro malattia e con le paure che essa comporta;
  • raccomandare ai pazienti di controllare da sé la vista, per es. con la grigia di Amsler o un All Eye test.

 

Il comitato SVRG è dell’avviso che, grazie alle misure sopra raccomandate, un gruppo di pazienti vulnerabili debba poter accedere alla terapia antiVEGF mantenendo una buona relazione rischi-vantaggi anche in tempo di pandemia da Covid-19.

Presa di posizione del 19 marzo 2020 del Comitato dello Swiss VitreoRetinal Group (SVRG) della Società Svizzera di Oftalmologia (SSO).